COMUNICATO STAMPA Esprimiamo inquietudine e disagio, come democratici e come cittadini, per l’iniziativa del sedicente “Circolo Il Buongoverno”, sui presunti “Diari del Duce” e per la presenza nella nostra città di Marcello Dell’Utri (condannato in I grado da un Tribunale della Repubblica, per “Concorso esterno in associazione mafiosa”). Non è tanto inquietante il tetro busto di Mussolini (con involontaria comicità affiancato dalla scritta “Il Buongoverno”) che pubblicizza l’ iniziativa, né la discutibile e assai discussa operazione storiografica del “presunto mistero” dei “presunti diari”, quanto l’impatto nel suo complesso (come diceva Totò: “E’ la somma che fa il totale!”).Ancor più troviamo inopportuna la presenza, all’iniziativa, del Sindaco della città. Fermo ha altre tradizioni (che il Sindaco dovrebbe conoscere, visto che da anni celebra, non sappiamo con quanta convinzione, la liberazione d’Italia e quella della città); Fermo preferirebbe ricordare Falcone, Borsellino e i tanti cittadini e poliziotti uccisi dalla mafia, che ospitare Dell’Utri. Non sappiamo se sia il Sindaco a “benedire” Dell’Utri o sia Dell’Utri a “benedire” la candidatura di Di Ruscio (che sembra, ormai, la sua unica preoccupazione, quasi un’ossessione). Non mettiamo, naturalmente, in discussione la libertà di parola e di associazione; vogliamo solo ricordare che quella libertà è stata conquistata nella lotta contro il nazifascismo ed oggi vive e si rinnova, anche, nella lotta contro la mafia ed ogni forma di criminalità organizzata. Ci sembra, d’altra parte, meglio che Dell’Utri si dedichi agli studi “storici”, piuttosto che alle presunte attività che i Giudici gli hanno attribuito in primo grado. Riguardo a Di Ruscio, non vorremmo che, nella smania di fare il candidato, perdesse, definitivamente, quel poco senso, che gli resta, del suo ruolo istituzionale.
Il centrodestra non vuole un Consiglio Comunale aperto sui rifiuti napoletani.
Non ci siamo proprio. L’opposizione, compatta, aveva chiesto un consiglio comunale “aperto” sulla questione dei rifiuti arrivati dalla Campania nella nostra discarica; il sindaco e la maggioranza, non potendo negare, da regolamento, la convocazione del consiglio, hanno impedito però la forma dell’adunanza aperta, peraltro prevista dallo stesso regolamento. Di fatto, quello di lunedì, sarà un consiglio comunale monco!
Riteniamo questo un artificio furbo e prepotente per limitare la discussione. L’adunanza aperta avrebbe dato modo a tutti i soggetti coinvolti (del Comune, della società, ma anche della Regione e della Provincia) di poter portare un contribuito per chiarire una vicenda oscura che, finora, le sporadiche dichiarazioni a mezzo stampa, non avevano certo aiutato a dipanare.
Appare evidente che il sindaco temi il confronto pubblico, su questo argomento, con i rappresentanti degli enti che, nelle settimane passate, egli stesso aveva sovente citato a sproposito. Avremmo preferito un dibattito trasparente, sereno e aperto che ponesse una definitiva luce su quanto avvenuto nella nostra discarica all’insaputa dei cittadini. Invece, ancora una volta, registriamo la chiusura antidemocratica del sindaco, peraltro poco rispettoso del ruolo istituzionale. Vorrà dire che continueremo la nostra battaglia di verità nell’interesse della città e del territorio, utilizzando tutte le forme della democrazia dentro e fuori la sede del Consiglio Comunale.
Il Gruppo Consiliare e la Segreteria dell’Unione Comunale del Partito Democratico di Fermo
Egregio signor Sindaco, la situazione di stallo in cui, ormai da troppi anni, si trova il progetto di riqualificazione del Mercato coperto ed il più generale stato di crisi in cui versa il centro storico della città, è per noi, come per i cittadini ed i commercianti, motivo di seria e crescente preoccupazione.
la sua polemica risposta, apparsa sulla stampa l’11 u.s., evidente frutto di nervosismo, alla mia doverosa segnalazione quale membro della Commissione Edilizia, circa le tante anomalie che presenta la pratica urbanistico-edilizia di Via Zeppilli, non fuga i dubbi di legittimità sulla stessa, anzi li aumenta.
Le foto che vedete sono state scattate in questi giorni lungo la strada che porta al Cimitero. Illustrano in che stato di incuria e abbandono si trovi, con le erbacce che arrivano a sovrastare le panchine posizionate in occasione delle ultime elezioni amministrative. Questa è la situazione dei pressi del luogo in cui abito, ma non è consolante pensare che anche il resto delle strade cittadine si trovino più o meno nelle stesse condizioni.
La cosa era nell’aria, i malumori di alcuni settori della maggioranza di centrodestra fermana erano noti, le voci di contrasti, anche forti, si rincorrevano da tempo, ma che si arrivasse a questo punto non lo speravamo davvero. Volano gli stracci! A leggere le dichiarazioni sulla stampa dei princiali esponenti del triste teatrino del centrodestra si comprende che la tensione è elevatissima.
Tenendo presente che la variante della discordia è solo l’ultimo episodio di una guerra finora sotterranea, ripercorriamo la vicenda dall’inizio: Martedì scorso il Vicesindaco Rastelli porta per l’ennesima volta in Consigio Comunale una variante con cui si voleva rendere edificabile un’area agricola in zona Campiglione ai confini con Monte Urano. Nelle precedenti sedute del consiglio in cui si doveva discutere la variante, la maggioranza aveva fatto mancare il numero legale assentandosi al momento del voto. Questa volta i consiglieri sono stati costretti a votare da una mozione dell’opposizione con cui si accorpavano in un'unica discussione tutti i punti all’ordine del giorno. Al momento del voto, la maggioranza è “andata sotto”, decisivi per la disfatta i voti contrari di Ugo Ciarrocchi (capogruppo di AN), Vittorio Traini (Lista civica con-Fermo), dell’intera UDC (compreso il Presidente del Consiglio Raccichini), nonchè l’uscita dall’aula di due consiglieri della lista Fermo Libero (la stessa del vicesindaco). Alla fine della votazione sono volati insulti, scambi di accuse e richieste di dimissioni. In particolare Bargoni (FI) e Ciarrochi (AN) chiedevano le dimissioni di Rastelli. Segue il colpo a sorpresa di AN che sfiducia il suo capogruppo e gli ritira l’incarico. Ieri altri sviluppi, con Ciarrocchi che dice (probabilmente a ragione) che la revoca dell’incarico è illegittima perchè non deliberata dal gruppo che lui presiede. E poi la conferenza stampa del Sindaco, che ne ha per tutti: dai “traditori” all’on.Ceroni, ai suoi contendenti alla futura poltrona di presidente della nuova provincia.
Uno spettacolo indecente che la cittadinanza si sarebbe risparmiato volentieri, e l’ennesimo esempio di quanto questa maggioranza stia facendo del male alla città. Ci auguriamo soltanto che dopo il caso degli swap e della finanza creativa, dopo il fallimento del project financing, dopo le tanti varianti discutibili e discusse, prendano atto della propria incapacità e se ne tornino a casa prima possibile.
Ho provato a capire quello che è successo al Comune di Fermo dopo che è esplosa la questione “derivati” e le perdite che la città intera sarà (speriamo di no) costretta a subire nel prossimo futuro. Ho letto un po’. Ho cercato di riportare alla memoria vecchie conoscenze finanziarie di quando ero studente (dalle quali, però, è trascorso purtroppo tanto tempo). Nel cercare una sintesi mi è venuto in aiuto un vecchio libro, che apparentemente non ha nulla a che vedere con le complicate operazioni finanziarie del Comune di Fermo, ma che invece è uno dei pochi chiari saggi di cultura economica contemporanea: Pinocchio.