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Il tramonto di Nino PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Colò   
 La cosa era nell’aria, i malumori di alcuni settori della maggioranza di centrodestra fermana erano noti, le voci di contrasti, anche forti, si rincorrevano da tempo, ma che si arrivasse a questo punto non lo speravamo davvero.
Volano gli stracci! A leggere le dichiarazioni sulla stampa dei princiali esponenti del triste teatrino del centrodestra si comprende che la tensione è elevatissima.

Tenendo presente che la variante della discordia è solo l’ultimo episodio di una guerra finora sotterranea, ripercorriamo la vicenda dall’inizio:
Martedì scorso il Vicesindaco Rastelli porta per l’ennesima volta in Consigio Comunale una variante con cui si voleva rendere edificabile un’area agricola in zona Campiglione ai confini con Monte Urano. Nelle precedenti sedute del consiglio in cui si doveva discutere la variante, la maggioranza aveva fatto mancare il numero legale assentandosi al momento del voto. Questa volta i consiglieri sono stati costretti a votare da una mozione dell’opposizione con cui si accorpavano in un'unica discussione tutti i punti all’ordine del giorno. Al momento del voto, la maggioranza è “andata sotto”, decisivi per la disfatta i voti contrari di Ugo Ciarrocchi (capogruppo di AN), Vittorio Traini (Lista civica con-Fermo), dell’intera UDC (compreso il Presidente del Consiglio Raccichini), nonchè l’uscita dall’aula di due consiglieri della lista Fermo Libero (la stessa del vicesindaco). Alla fine della votazione sono volati insulti, scambi di accuse e richieste di dimissioni. In particolare  Bargoni (FI) e Ciarrochi (AN) chiedevano le dimissioni di Rastelli. Segue il colpo a sorpresa di AN che sfiducia il suo capogruppo e gli ritira l’incarico. Ieri altri sviluppi, con Ciarrocchi che dice (probabilmente a ragione) che la revoca dell’incarico è illegittima perchè non deliberata dal gruppo che lui presiede. E poi la conferenza stampa del Sindaco, che ne ha per tutti: dai “traditori” all’on.Ceroni, ai suoi contendenti alla futura poltrona di presidente della nuova provincia.

Uno spettacolo indecente che la cittadinanza si sarebbe risparmiato volentieri, e l’ennesimo esempio di quanto questa maggioranza stia facendo del male alla città. Ci auguriamo soltanto che dopo il caso degli swap e della finanza creativa, dopo il fallimento del project financing, dopo le tanti varianti discutibili e discusse, prendano atto della propria incapacità e se ne tornino a casa prima possibile.

 
Di Ruscio e il paese dei Barbagianni PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Sandroni   
soldiHo provato a capire quello che è successo al Comune di Fermo dopo che è esplosa la questione “derivati” e le perdite che la città intera sarà (speriamo di no) costretta a subire nel prossimo futuro. Ho letto un po’. Ho cercato di riportare alla memoria vecchie conoscenze finanziarie di quando ero studente (dalle quali, però, è trascorso purtroppo tanto tempo). Nel cercare una sintesi mi è venuto in aiuto un vecchio libro, che apparentemente non ha nulla a che vedere con le complicate operazioni finanziarie del Comune di Fermo, ma che invece è uno dei pochi chiari saggi di cultura economica contemporanea: Pinocchio.
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Compleanno o funerale per il project ? PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff   
 Apprendiamo che durante l’assemblea pubblica di ascolto dei cittadini della prima circoscrizione, l’Amministrazione comunale ha definitivamente confermato e portato a conoscenza della cittadinanza il fatto che il Project-financing di Piazzale Azzolino non si farà.

Il Comune ha infatti deciso di cessare il rapporto che lo legava con il privato che avrebbe dovuto realizzare l’opera, optando per un progetto diverso, allo stato degli atti, ancora (dopo sette anni)piuttosto vago.

Secondo quanto detto da un consigliere di maggioranza, si penserebbe addirittura di far realizzare l’opera dalla società immobiliare del Comune (magari pagandola con la finanza creativa che ci ha resi famosi in tutto il paese, chissà…).

Dopo sette anni di promesse, progetti, contenziosi e cartelloni elettorali, si torna al punto di partenza. Nulla di fatto. E nel frattempo sono stati trasferiti i negozianti del mercato coperto, è stata rovinata la passeggiata

della Strada Nuova, si è fatto traslocare il mercato del sabato.

Il centro storico di Fermo è stato trasformato in un deserto, uccidendo definitivamente anche il commercio.

L’opera faraonica, che ci aveva visti contrari fin dall’inizio, si è rivelata in realtà un colossale fallimento della giunta Di Ruscio.

Avremmo a questo punto da fare un richiesta al Sindaco: visto che si avvicina il secondo compleanno dei cartelli che illustravano il progetto piazzati in occasione delle ultime elezioni amministrative, non sarebbe il caso di rimuoverli, visto anche che da due anni vengono illuminati a spese dei contribuenti ?

Lo scorso anno noi organizzammo provocatoriamente una simpatica festa di compleanno, nel caso volesse avere il buon gusto di far smontare i cartelli, la pregheremmo di volercene dare comunicazione, in modo da poter sostituire la festa di quest’anno con una più appropriata cerimonia funebre.

Associazione “La città in comune”

 

 
Lettere e derivati PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Buondonno   
E’ arrivata, nelle case dei cittadini fermani, una lettera che invita a
votare Berlusconi (con tanto di “fac-simile” stampato sul retro), firmata
da un Deputato di Rapagnano (e fin qui tutto normale), ma anche da
Saturnino Di Ruscio sotto la dicitura: “Il Sindaco di Fermo”.
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Comune di Fermo e "derivati" PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Buondonno   

COMUNICATO STAMPA
Leggiamo, su “Il Sole 24 ore” di oggi (a pag. 14 dell’inserto “Plus 24”),un articolo che riguarda il Comune di Fermo e che ci preoccupa, come consiglieri comunali e come cittadini, su un argomento già sollevato dal Consigliere Calcinaro in un’interrogazione, cui l’Amministrazione dovràrispondere martedì prossimo: la questione “swap”, relativa, cioè, ai sei contratti derivati, sottoscritti dal Comune di Fermo, con Istituto bancario privato, con conseguente passaggio del debito dell’Ente, dal tasso fisso al tasso variabile.
L’articolo, che recita nell’occhiello: “Il ‘variabile’ scelto dal Comune di Fermo peggiora i conti”; e nel titolo: “Lo sbaglio dell’ente locale a sostituire il tasso fisso”, pur nel linguaggio da “addetti ai lavori”, dice con chiarezza: “Il Comune di Fermo se oggi volesse porre fine alla ‘disavventura’ derivati dovrebbe pagare oltre un milione e trecentomila
euro..nelle casse di Unicredit”, ancora: “…perché pensare di cambiare questo tasso (basso, 3,73%) fisso – del mutuo contratto con la Cassa depositi e prestiti – con uno variabile? Perché rischiare un pagamento certo (il tasso fisso, appunto) con uno incerto (il variabile, forse al ribasso ma in quel periodo era facilmente intuibile che i tassi sarebbero andati al rialzo). Ma tant’è.” Il giornalista (Marcello Frisone) prosegue poi: “…La sostanza è che il Comune, con l’obiettivo di ridurre gli oneri sul debito, sottoscrivendo questo derivato ha scommesso su una futura discesa dei tassi di interesse a breve…rinunciando al pagamento certo e senza alcun tipo di rischio…”. Che dire? Possiamo solo aggiungere che la sottoscrizione è avvenuta il 21 febbraio del 2006 (cioè nel pieno delle spese per le opere elettorali di Di Ruscio, e che gli effetti più negativi per il Comune (cioè, per i cittadini), dovrebbero manifestarsi nel 2011 (cioè quando Di Ruscio, comunque, non sarà più Sindaco). “Non c’è che  dire”, scrive Frisone; “Non c’è che dire” scriviamo noi; tranne che la “finanza creativa” di tremontiana memoria ha fatto danni anche a Fermo eche, come scrive Gennaro Bacile (portavoce nazionale di “SOS Utenti”): “…In seguito a una pressante ‘corte’ ricevuta da Unicredit…Il Comune di Fermo decise di affidarsi  all’istituto in qualità di advisor per la gestione del debito…”

Giuseppe Buondonno (Consigliere comunale del Partito Democratico – Fermo)
 
Per la banda langa in periferia PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Colò   
 Leggo in questi giorni sui quotidiani locali che il Consigliere Comunale Fortuna ha sollevato la questione delle zone di Fermo non coperte dalla linea ADSL.
Rendendo merito a Fortuna di tenere alta l’attenzione su un problema che per i cittadini e le aziende che risiedono in quelle zone è davvero grave, mi permetto di integrare la discussione con alcune precisazioni.
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Mi RIFIUTO di pagare di più PDF Stampa E-mail
Scritto da Gioia Rossi   

Per il Decreto Ronchi nel 2008 ogni Comune deve giungere al 35% della quantità di rifiuti differenziati, pena il pagamento di ecotasse, che graveranno inevitabilmente sui nuclei familiari.

A Fermo, su questo fronte, le cose vanno un po’ maluccio- scusate l’eufemismo!! Non so se siamo riusciti a superare il 13%!!

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Una città di pochi PDF Stampa E-mail
Scritto da Andrea Braconi   
Non ci piace una città di pochi, dove un’ostinata compiacenza continua a generare danni alla collettività. Sono tanti, troppi, gli indizi che nelle ultime settimane si sono concatenati in quel territorio che, tra soltanto due anni, assurgerà a capoluogo della nuova Provincia.
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