Il tramonto di Nino
Scritto da Daniele Colò   
lunedì 28 aprile 2008
 La cosa era nell’aria, i malumori di alcuni settori della maggioranza di centrodestra fermana erano noti, le voci di contrasti, anche forti, si rincorrevano da tempo, ma che si arrivasse a questo punto non lo speravamo davvero.
Volano gli stracci! A leggere le dichiarazioni sulla stampa dei princiali esponenti del triste teatrino del centrodestra si comprende che la tensione è elevatissima.

Tenendo presente che la variante della discordia è solo l’ultimo episodio di una guerra finora sotterranea, ripercorriamo la vicenda dall’inizio:
Martedì scorso il Vicesindaco Rastelli porta per l’ennesima volta in Consigio Comunale una variante con cui si voleva rendere edificabile un’area agricola in zona Campiglione ai confini con Monte Urano. Nelle precedenti sedute del consiglio in cui si doveva discutere la variante, la maggioranza aveva fatto mancare il numero legale assentandosi al momento del voto. Questa volta i consiglieri sono stati costretti a votare da una mozione dell’opposizione con cui si accorpavano in un'unica discussione tutti i punti all’ordine del giorno. Al momento del voto, la maggioranza è “andata sotto”, decisivi per la disfatta i voti contrari di Ugo Ciarrocchi (capogruppo di AN), Vittorio Traini (Lista civica con-Fermo), dell’intera UDC (compreso il Presidente del Consiglio Raccichini), nonchè l’uscita dall’aula di due consiglieri della lista Fermo Libero (la stessa del vicesindaco). Alla fine della votazione sono volati insulti, scambi di accuse e richieste di dimissioni. In particolare  Bargoni (FI) e Ciarrochi (AN) chiedevano le dimissioni di Rastelli. Segue il colpo a sorpresa di AN che sfiducia il suo capogruppo e gli ritira l’incarico. Ieri altri sviluppi, con Ciarrocchi che dice (probabilmente a ragione) che la revoca dell’incarico è illegittima perchè non deliberata dal gruppo che lui presiede. E poi la conferenza stampa del Sindaco, che ne ha per tutti: dai “traditori” all’on.Ceroni, ai suoi contendenti alla futura poltrona di presidente della nuova provincia.

Uno spettacolo indecente che la cittadinanza si sarebbe risparmiato volentieri, e l’ennesimo esempio di quanto questa maggioranza stia facendo del male alla città. Ci auguriamo soltanto che dopo il caso degli swap e della finanza creativa, dopo il fallimento del project financing, dopo le tanti varianti discutibili e discusse, prendano atto della propria incapacità e se ne tornino a casa prima possibile.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 30 aprile 2008 )